Alla scoperta della Cappella Sistina
Uno scrigno di bellezza che da secoli incanta il mondo e custodisce i segreti del Conclave papale
2014: quattrocentocinquantesimo anniversario dalla morte di Michelangelo. I Musei Vaticani, rispettando lo stile minimalista del momento storico, hanno deciso di celebrare questo anniversario con qualcosa che non fosse effimero: la messa in sicurezza dal punto di vista climatologico del capolavoro assoluto del Buonarroti e degli altri affreschi della Cappella Sistina. E la loro nuova corretta illuminazione. Ci sono voluti tre anni di paziente minuzioso lavoro per arrivare al risultato, tre anni che hanno visto la cooperazione quotidiana dei Musei con i tecnici di Carrier e di Osram, due aziende leader a livello mondiale che hanno offerto il loro intervento a titolo di pura liberalità. Oggi la Cappella Sistina è restituita ai suoi visitatori ancora più suggestiva e emozionante di prima. Visitatori che definire numerosi appare riduttivo: si parla quasi 6 milioni di visitatori all’anno con punte di oltre ventimila al giorno in certi periodi di particolare affluenza. Per questo si era reso necessario un intervento radicale che garantisse il ricambio d’aria, l’abbattimento delle polveri e degli inquinanti, il controllo della temperatura e della umidità, l’anidride carbonica tenuta a livelli accettabili. Anche la nuova luce era necessaria. Occorreva una illuminazione leggera e allo stesso tempo totale, non invasiva, rispettosa della complessa realtà iconografica, stilistica, storica della Sistina. Nessuno spot privilegiato su Michelangelo ma la possibilità di una lettura quieta, obiettiva e allo stesso tempo completa degli affreschi che si dispiegano sulla volta e sulle pareti della Cappella. Questa totalità d’incanto della Sistina è un tema particolarmente caro al direttore dei Musei Vaticani, Antonio Paolucci. A lui abbiamo chiesto di raccontarci questi importanti interventi, e di come hanno cambiato questo luogo.
Cappella SistinaLa Cappella Sistina: un luogo museale ma non solo. Come sottolineò Padre Giovanni Paolo II nel 1994 in occasione del restauro del Giudizio Universale: “ Le verità della nostra fede ci parlano qui da ogni parte”. Dove finisce la bellezza pittorica e inizia il valore mistico di questo luogo?
Io la chiamo cappella del mondo: luogo della identità cattolica ma anche antologia della grande pittura rinascimentale italiana. E le due cose si esaltano a vicenda: qui si svolgono grandi liturgie, ma è anche sede, scrigno di assoluti capolavori pittorici. Un luogo unico, di grande emozione, per tutti i visitatori che passano di qui ogni anno.
Il nuovo respiro e la nuova luce di questo luogo: sono ancora sue parole. Cosa hanno restituito questi interventi alla Cappella?
Se il nuovo impianto di areazione assicura una vita più lunga ai capolavori della Sistina, la nuova illuminazione fa felici i visitatori, che finalmente possono guardarla con occhi nuovi. Ma non solo: la nuova luce fa felici anche gli storici dell’arte come me, i quali oggi possono finalmente ammirare lo splendore dei cosiddetti quattrocentisti: Botticelli, Perugino, Ghirlandaio, Bartolomeo della Gatta, Signorelli. Pittori che hanno lavorato nei primi anni ’80 del Quattrocento per Papa Sisto IV della Rovere e che mai nella storia sono stati visibili e valorizzati come lo sono oggi. Il Giudizio Universale era un bagliore troppo forte che accecava tutto il resto, e quasi nessuno si accorgeva, ad esempio, degli affreschi di Botticelli, grandi quasi sei volte quella Primavera che i turisti fanno la fila per vedere agli Uffizi … Finalmente non è più così, grazie ai 7000 punti luce Led che abbiamo inserito con questi lavori.
Cappella SistinaLa figura più struggente della Cappella, quella a cui Antonio Paolucci dà l’ultima occhiata prima di uscire…
Al capolavoro di Pietro Perugino, Tibi Dabo Claves: pittura di mirabile equilibrio, ma anche simbolo stesso del luogo in cui ci troviamo: rappresenta Cristo che da le chiavi a San Pietro inginocchiato davanti a lui .