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Giacomo Gianniotti in Diabolik

text Virginia Mammoli
photo cover Dirk Vogel

13 Dicembre 2022

Giacomo Gianniotti e la sua Roma

La nostra intervista all'attore chiamato dai Manetti Bros a interpretare Diabolik

Dal camice del dottor Andrew DeLuca di Grey’s Anatomy alla tuta nera del ladro mascherato più famoso di tutti i tempi. È Giacomo Gianniotti, attore italiano naturalizzato canadese, chiamato dai Manetti Bros a interpretare Diabolik nel secondo e terzo episodio della loro trilogia dedicata al re del terrore, nato sessant’anni fa dall’ingegno delle sorelle Giussani.

Giacomo Gianniotti (ph. Dirk Vogel)

Se del terzo capitolo ancora poco è dato sapere, il secondo, Ginko all’attacco!, uscito nella sale a novembre, vede al suo fianco Miriam Leone, ancora una volta una straordinaria Eva Kant, Valerio Mastandrea, nei panni dell’instancabile Ginko e in quelli del suo amore segreto, una new entry, Monica Bellucci.

Nato a Roma nel 1989, ti sei trasferito in Canada a sei anni, ma hai continuato a frequentare la tua città di origine, dove a soli 10 anni hai fatto la tua prima esperienza sul set, ne La bomba insieme a Vittorio e Alessandro Gassman. Com’è successo? È così che è nata la tua passione per la recitazione? 

C’era un amico di mio zio Guido che si occupava dei casting. Cercava un ragazzino agile, che potesse saltare, arrampicarsi sulle reti, cadere senza farsi male… e pensò a me. Quando me lo propose e gli risposi di si non sapevo cosa volesse dire prendere parte a un film. Fatto sta che da quel momento la mia vita è cambiata per sempre. Ho capito che sarei voluto diventare un attore, e con altri attori raccontare storie che facessero riflettere sul perché siamo qui e sulla forza dell’amore.

Con Grey’s Anatomy arriva la fama internazionale, nei panni del Dr. Andrew DeLuca, unico personaggio italiano della serie. Com’è stato?

Volevo che parlasse italiano, sapevo che sarebbe stata una grande vittoria, per me e per l’Italia. Ma la domanda era “con chi?”. Così, con la mia cara amica Stefania Spampinato, abbiamo creato un personaggio, la sorella di DeLuca, con cui dare vita alle scene in italiano.

Giacomo Gianniotti in Diabolik

Parliamo adesso di Diabolik, da un personaggio positivo come Dr. Andrew DeLuca al re del terrore, un passaggio piuttosto radicale… cosa ti ha aiutato a entrare nel personaggio?

Ho avuto la fortuna di avere più di sette mesi per curare la trasformazione sotto vari aspetti. La più impegnativa è stata forse quella che ha riguardato il corpo: era fondamentale creare la sagoma perfetta e iconica di Diabolik. Ho imparato a lanciare coltelli, letto i fumetti e guardato ore e ore di documentari sulle pantere, l’animale a cui il personaggio di Diabolik è ispirato.

Eri già un lettore di Diabolik?

Lo conoscevo bene, ma onestamente non ero uno di quei grandi appassionati con la collezione completa dei fumetti. Avevo solo una copia nella mia libreria quando i fratelli Manetti mi hanno chiamato per la prima volta.

Diabolik e Eva Grent (Giacomo Gianniotti e Miriam Leone)

Com’è confrontarsi con un personaggio tratto da un fumetto?

Da una parte c’è una responsabilità grande e costante, che tutti abbiamo sentito, attori, scrittori, registi, produttori… Dall’altra parte, però, c’è una grande libertà, perché nessuno ha mai sentito la voce di Diabolik, nessuno l’ha mai visto camminare cogliendo i suoi movimenti o i suoi dei suoni passi, e questo apre un mondo pieno di possibilità che è stato bellissimo esplorare insieme ai registi.

E recitare con Miriam Leone e Valerio Mastandrea? 

La maggior parte delle mie scene sono state con Miriam. Siamo subito andati d’accordo. Entrambi volevamo fare un lavoro eccezionale, qualcosa di cui le sorelle Giussani sarebbero state fiere. Con Valerio c’era un sensibile cambio di marcia: le giornate con lui sono sempre piene di risate, non è facile essere Diabolik quando c’è in giro Valerio!

Giacomo Gianniotti with Miriam Leone and the Manetti Bros

Cosa ci puoi raccontare di questi due nuovi film di Diabolik? 

C’è stata un’attenzione ai dettagli incredibile. Il focus principale è sul rapporto tra Diabolik e Eva, la loro connessione, il loro amore, oltre all’azione. Volevamo che andare al cinema fosse un’esperienza davvero eccitante.

Altri progetti in cantiere? Oltre naturalmente al terzo film della trilogia di Diabolik?

Non posso dire molto, ma sembra che tornerò in Italia per un altro progetto segreto, molto bello. 

Giacomo Gianniotti in Diabolik

Arriviamo a Roma: quali sono i luoghi della tua infanzia romana? 

Il laghetto dell’EUR, Trastevere e la Garbatella.

E quelli che ami visitare ora quando torni?

Mi piace molto tornare a Trastevere e a Campo de’ Fiori, dove da ragazzo lavoravo come barman. Prendere un caffè da Sant’Eustachio, al Pantheon, e passeggiare per Villa Borghese, un luogo a cui si è molto affezionata anche mia moglie.

Cosa ti manca di più quando non sei a Roma?

La famiglia. 

Il tuo piatto preferito a Roma?

C’è un ristorante a Trastevere che si chiama Ai Bozzi. Fanno un risotto alla crema di scampi con il tartufo che è la fine del mondo. Non ve lo potete perdere!

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